logo di documento pdf

Percorso per Logopedisti

a cura della Dott.ssa Elena Danna (Logopedista, Insegnante di Scuola dell’Obbligo) e del Dott. Luciano Destefanis (Logopedista, Neuropsicomotricista, Eutonista)

 

SCAN - Sviluppo Comunicativo Attraverso Negoziazione

CoDeTN - Communication Development Throught Negotiation

PROPOSTA DI UN PROTOCOLLO DI AIUTO ALLO SVILUPPO COMUNICATIVO E LINGUISTICO


Qui di seguito inseriamo una riflessione in relazione al protocollo di terapia che da alcuni anni viene elaborato ed applicato dalla Dott.ssa Elena Danna e dal Dott. Luciano Destefanis nell’ambulatorio Logopedia ed Autismo del Centro Autismo e Sindrome di Asperger (C.A.S.A.), SOC NPI, ASL CN1 sede di Mondovì. Nel nostro lavoro con bambini autistici, che si svolge all’interno di un intervento di équipe in collaborazione interdisciplinare con altre figure sanitarie (neuropsicomotricista, educatore professionale, psicologo, neuropsichiatra) e non sanitarie (personale della scuola, educatori del Servizio Sociale…) ed in stretta relazione con la famiglia, ci rivolgiamo al bambino autistico con l’attenzione indirizzata fortemente al livello della comunicazione, oltre che naturalmente a quello del linguaggio.
La pratica, che abbiamo voluto denominare SCAN (Sviluppo Comunicativo Attraverso Negoziazione) (1), si è sviluppata durante anni di lavoro in relazione agli aspetti comunicativi e linguistici ed inizialmente ha preso forma ed è maturata con soggetti che presentavano gravi difficoltà a costruire una interazione intenzionale con l’altro.
Essa ha preso spunto, oltre che da lavori di vari altri autori e clinici, in particolare dagli studi di J.S. Bruner sullo sviluppo linguistico e comunicativo, ed ha fatto del concetto di formato o scenario un aspetto basilare dell’azione di aiuto, traducendolo in utensile terapeutico
L’uso innovativo di strumenti e modalità di comunicazione aumentativa ed alternativa (2), assieme ad un utilizzo creativo e modulato del Personal Computer (CPC) (3) e di ogni altro strumento che possa essere fonte di gioco (4) e di interesse sono elementi importanti nella delicata dinamica delle situazioni di interazione in seduta, progettate e costruite per permettere la negoziazione, la creazione collaborativa e la condivisione di sistemi di significati e di segnali, nonché per fare esperienza di modi di utilizzo degli stessi.
Mano a mano che il soggetto riesce ad organizzare modalità comunicative più convenzionali ed efficaci, si opera per allargare le stesse ai vari contesti, in collaborazione con la famiglia, i vari membri dell’équipe sanitaria e le altre diverse figure a contatto col bambino.
Intendiamo sia offrire alcuni spunti teorici (vedi anche bibliografia (5)) e pratici (vedi anche links utili (6)), sia condividere gli stessi all’esterno, avendo in cambio dei rimandi e generando una discussione e possibilmente forme di collaborazione, mentre continuiamo nel nostro lavoro di presa in carico e proseguiamo nella ricerca e nello sviluppo di una modalità di approccio che crediamo possa essere utilizzata proficuamente e progressivamente migliorata.

 


 

(1) Protocollo di terapia SCAN (Sviluppo Comunicativo Attraverso Negoziazione)

 

Si rimanda alla lettura dell’articolo di Danna, E., Destefanis, L. (2004) Una esperienza di logopedia con bambini autistici. In Autismo e disturbi dello sviluppo, Vol. 2, n. 1, pp. 99-115. Trento: Erickson

Di seguito si offre un breve cenno dei principi del modello di valutazione ed intervento logopedico con bambini con DSA, che è incentrato sulla creazione e condivisione di situazioni di interazione, sull’utilizzo di mezzi e modi che semplifichino per il bambino il comprendere cosa sta avvenendo; sull’attribuire al bambino una capacità di costruire significati e segnali condivisibili e convenzionali attraverso la partecipazione ad una attiva negoziazione e grazie ad un adeguato aiuto.
Tra gli utensili facilitanti è l’introduzione di modalità di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, l’uso di strategie di strutturazione dell’ambiente ed in generale il porsi in modo adattato, individualizzato, positivo, motivante nei vari giochi.

Per approfondimenti: Occuparsi di comunicazione oltre che di linguaggio

 


 

(2) L’uso innovativo di strumenti e modalità di Comunicazione Aumentativa ed Alternativa

 

Qui si annota brevemente come sia fondamentale secondo il nostro punto di vista partire da una prospettiva costruttivista ed interazionista. In particolare le competenze comunicative e di uso di sistemi linguistici si sviluppano nel bambino quando il bambino stesso viene coinvolto in situazioni di interazione e gli vengono proposti: 1) delle modalità di comunicazione, prendendo spunto e partendo da quelle che lui stesso offre; 2) l’uso di codici convenzionali, prendendo avvio da quelli che lui stesso porta.
Contemporaneamente si lascia spazio alla attiva organizzazione ed all’azione propositiva da parte del bambino.
Tutti questi aspetti, come pure la proposta di significati, vengono adeguatamente ‘aiutati’ attraverso modalità ‘facilitanti’, che mettano in evidenza gli elementi ed le funzioni dei sistemi convenzionali.
Questa è per noi la ragione generale di proposta e di funzionamento di quelli che vengono detti utensili e modalità di C.A.A., facenti parte di un più ampio insieme che chiamiamo Conoscenza e Comunicazione Aumentative Alternative, o ancora Azioni Aumentative Alternative.
Bruner parla di un L.A.S.S. (Language Acquisition Support System : Sistema di Supporto per l’Acquisizione del Linguaggio) in relazione, in particolare, all’acquisizione comunicativa e linguistica. 

 


 

(3) Utilizzo creativo e modulato del Personal Computer
(CPC - Creative PC) come utensile di gioco, di conoscenza e di comunicazione

 

Il brano che segue introduce alla modalità di utilizzo del PC che abbiamo battezzato CCCPC un po’ per giocare sulla vecchia nota sigla geo-politica ma soprattutto perché vi è racchiuso il titolo ‘Conoscenza, Comunicazione, Creatività e PC’ (in inglese viene quasi meglio: Cognitive, Communicative, Creative Personal Computer). Una acronimo più breve, ugualmente buono e da noi molto usato è CPC (Creative PC).
Anticipo alcune note per rendere più comprensibile il seguito. Non ci si riferisce principalmente, nel presente testo, all’utilizzo di software educativi o ludici già pronti, gratuitamente reperibili/scaricabili oppure commerciali, anche se i principi di fondo della pratica di cui parlerò sono ugualmente adatti e guidano il nostro lavoro anche con questo tipo di materiale informatico.
Intendo invece trattare più particolarmente dell’utilizzo, in campo riabilitativo ed abilitativo, di costruzioni fatte attraverso alcuni programmi autore alla portata di tutti in quanto a complessità. Essi normalmente sono noti perché permettono di costruire delle unità minime o diapositive, di metterle in sequenza, di inserire nelle stesse materiali multimediali vari, di creare dei legami e dei vincoli in queste strutture e di interagire a certi livelli con esse.
Nel tempo abbiamo usato vari tipi di questi strumenti nel nostro approccio logopedico con bambini che avevano difficoltà sia linguistiche sia soprattutto comunicative e da vari anni si è accresciuta l’esperienza clinica con soggetti presentanti caratteristiche dello spettro autistico (DSA).

Per approfondimenti: CCCPC – Cognitive, Communicative, Creative PC : per giocare a costruire col PC 

 


 

(4) Uso di altri strumenti di gioco

 

Tutto ciò che può essere utilizzato in interazioni interessanti e di gioco viene a far parte della creazione delle situazioni di attivazione, di scambio e di cooperazione col bambino.
Il fine fondamentale è quello di costruire assieme delle possibilità di condivisione di senso, quindi di azione condivisa. In esse può crescere quel tipo di azione che chiamiamo comunicare.

 


 

(5) Bibliografia minima e simpatica

 

Barthélémy, C., Hameury, L. & Lelord, G. (1997). L’Autismo nel Bambino. Terapia di Scambio e di Sviluppo. Paris: Expansion Scientifique Française.
Bruner, J. S. (1987). Il linguaggio del bambino. Roma: Armando.
Bruner, J. S. (1992). La ricerca del significato. Per una psicologia culturale. Torino: Bollati Boringhieri.
Bruner, J. S. (1997). La cultura dell’educazione. Milano: Feltrinelli
Camaioni, L. (a cura di) (1978). Sviluppo del linguaggio e interazione sociale. Bologna: Il Mulino.
Camaioni, L. (a cura di) (1995). La teoria della mente. Bari: Laterza.
Camaioni, L. (1996). La prima infanzia. Bologna: Il Mulino.
Danna, E., Destefanis, L. (2004) Una esperienza di logopedia con bambini autistici. In Autismo e disturbi dello sviluppo, Vol. 2, n. 1, pp. 99-115. Trento: Erickson
Frith, U. (1996, 2005). L’autismo. Spiegazione di un enigma. Roma-Bari.
Maturana, H. & Varela, F. (1992). L’albero della conoscenza. Milano: Garzanti.
Laterza.
Liverta Sempio, O. (1998). Vygotskij, Piaget, Bruner. Concezioni dello sviluppo. Torino: Cortina
Varela, F. J., Thompson, E., Rosch, E. (1992). La via di mezzo della conoscenza. Le scienze cognitive alla prova dell’esperienza. Milano: Feltrinelli.

 


 

(6) Links utili

 

Raccolte di ClipArt interessanti:
http://tell.fll.purdue.edu/JapanProj/FLClipart/  

Raccolte di suoni e rumori:
http://www.prankcallsunlimited.com/freesoundeffects.htm
http://www.wavsource.com/

 

[torna in alto]
Login